


Nato per dare una casa stabile alla vendita diretta del pescato locale, il Mercato del Primo Pescato doveva diventare una vetrina del mare di Alghero. Oggi, tra problemi strutturali, spazi vuoti e rilancio incompiuto, resta uno dei nodi più evidenti del rapporto tra città e marineria.
Il Mercato del Primo Pescato nasce con una funzione precisa: concentrare nel porto la prima vendita del pescato e valorizzare il lavoro dei pescatori. Il progetto prende forma negli anni Duemila e nel 2010 il Comune mette a bando la gestione della struttura, descritta come un mercato coperto attrezzato con cella frigo, macchina del ghiaccio, servizi e banconi per la vendita diretta. L’idea era semplice: accorciare la distanza tra il mare e il consumatore.
Nei primi anni il mercato riesce a ritagliarsi un ruolo riconoscibile. Già nel 2013 viene raccontato come un punto frequentato da residenti e turisti, anche perché facilmente raggiungibile e legato al pescato del golfo di Alghero e dei mari vicini. Nel 2018 attorno alla struttura si prova anche ad allargare il progetto, aprendolo alla filiera corta e ai prodotti della terra, nel tentativo di trasformarlo in uno spazio più vivo e più utile per la città.
Oggi, però, l’immagine del mercato è molto diversa da quella immaginata all’inizio. Le foto mostrano soffitti danneggiati, segni evidenti di incuria e una struttura ampia che fatica a trasmettere vitalità. A questo si sono aggiunti anche problemi concreti: nel dicembre 2024 il Comune ha disposto una chiusura temporanea per lavori urgenti necessari al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie.
Il punto non è solo manutentivo. Un mercato del pesce vive se è pieno, leggibile e riconoscibile. Se i banchi restano vuoti e la struttura perde identità, si indebolisce anche il suo richiamo commerciale. Per questo il rilancio passa da una scelta netta: riportare centralità ai pescatori, rafforzare la vendita diretta e concentrare le attività in un polo che abbia massa critica. Anche una semplice insegna, in questo quadro, smette di essere un dettaglio e diventa un segnale di presenza. «Bisognerebbe fare anche una bella insegna perché qua non si capisce cosa è: se è un ricovero o se è un mercato».
Il Mercato del Primo Pescato resta una struttura strategica per Alghero perché racconta insieme economia, identità e paesaggio urbano. Lasciarlo in bilico tra interventi tampone e occasioni perdute significherebbe ridurre il porto a sfondo, quando invece dovrebbe tornare a essere un luogo vivo. La scelta, ormai, è chiara: tenere in piedi un contenitore svuotato oppure restituire al mercato il ruolo per cui era nato.