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Economia

Canone unico, ad Alghero il conto 2026 sfiora i 377 mila euro: nel confronto con Olbia resta tra i più pesanti

Il quadro del 2026 conferma che il canone unico patrimoniale continua ad avere un peso concreto sui bilanci delle attività economiche di Alghero. Il dato complessivo supera i 376 mila euro e, guardando alle tariffe per tende, insegne e impianti pubblicitari, il confronto con altri comuni turistici sardi colloca ancora la città catalana nella fascia più onerosa.

Il Comune di Alghero ha approvato per il 2026 l’elenco degli utenti soggetti al canone unico per tende aggettanti sul suolo pubblico, insegne d’esercizio e impianti pubblicitari, con un importo complessivo di 376.984,54 euro. Di questa cifra, 30.134,37 euro riguardano le tende, 291.443,75 euro le insegne d’esercizio e 55.406,42 euro gli impianti pubblicitari. La riscossione è affidata a SECAL, concessionaria delle entrate comunali.

Il dato amministrativo dice molto più di quanto sembri. Per bar, ristoranti, negozi e attività che vivono di stagionalità ma anche di presenza costante durante l’anno, questo canone non è una spesa secondaria. È una voce fissa che si aggiunge a costi già elevati e riapre un tema sempre più sentito nel tessuto produttivo locale: quello delle agevolazioni per le imprese che, oltre a sostenere occupazione e servizi, contribuiscono già in maniera rilevante alle casse comunali attraverso altri tributi locali.

Nel confronto aggiornato con altri centri sardi a forte vocazione turistica, Alghero resta sopra Olbia e Palau per quanto riguarda le tende aggettanti sul suolo pubblico. Nei prospetti tariffari pubblicati da SECAL, per Alghero compaiono valori annui di 24,15 euro al metro quadrato in prima categoria, 19,32 in seconda e 14,49 in terza. A Olbia, nelle tariffe ufficiali comunali per le occupazioni permanenti, la base annua è di 50 euro e per le tende i coefficienti sono 0,26, 0,13 e 0,08, che corrispondono a 13,00, 6,50 e 4,00 euro al metro quadrato. A Palau, la tariffa annua di base è di 7,90, 6,90 e 4,90 euro al metro quadrato e il coefficiente previsto per tende, tettoie e pensiline è 0,30, con importi che scendono così a 2,37, 2,07 e 1,47 euro al metro quadrato annui.

Il raffronto aggiornato, quindi, sposta il focus su un punto preciso: Olbia si colloca su livelli intermedi, ma Alghero resta la più alta tra i comuni verificati su questa specifica voce. È un elemento che rafforza l’idea di un carico tutt’altro che leggero per le attività economiche, soprattutto in una città che fonda una parte importante della propria economia su commercio, servizi e turismo.

Più prudente, invece, il confronto sulla componente pubblicitaria, perché i tariffari non sono costruiti nello stesso modo. Alghero pubblica importi già tradotti in euro per categoria e superficie: per le insegne fino a 6 metri quadrati su proprietà privata si leggono 43,50, 37,69 e 29 euro, mentre per le insegne su suolo pubblico i valori salgono a 65,25, 56,54 e 43,50 euro. Olbia adotta invece un sistema basato su tariffa annuale di 50 euro e coefficienti: per la pubblicità annuale fino a 5,5 metri quadrati risultano coefficienti 0,93 e 2,32 per l’ordinaria e 1,86 e 3,25 per la luminosa, motivo per cui il paragone resta indicativo e non perfettamente sovrapponibile. A Palau, la tariffa standard annua per i messaggi pubblicitari è indicata in 30 euro al metro quadrato.

Nel quadro aggiornato entra anche Arzachena, ma con una precisazione importante. Il Comune indica ufficialmente che la gestione del canone unico patrimoniale è affidata ad ABACO e la documentazione amministrativa conferma l’esistenza del servizio e degli atti di gestione. Al momento, però, nel confronto analitico non è stato inserito un valore omogeneo per le tende, proprio per evitare accostamenti imprecisi con tariffari costruiti in modo diverso.

Il tema, a questo punto, diventa inevitabilmente politico oltre che tecnico. Le imprese non rappresentano soltanto una base imponibile, ma una parte essenziale dell’economia urbana. E quando il canone unico si somma agli altri costi e ai tributi locali già dovuti, la richiesta di alleggerimenti non appare come una rivendicazione straordinaria, ma come una domanda di equilibrio. In una città turistica come Alghero, sostenere chi lavora e investe può significare difendere insieme gettito, occupazione e vivacità del centro urbano.

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