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Politica e Istituzioni

Alghero, sulle opere pubbliche si riaccende il confronto politico: Conoci rivendica il lavoro avviato

redazione on line – redazione@algheroinchiaro.it


Le recenti inaugurazioni e l’avanzamento di alcuni cantieri riportano al centro il tema delle opere pubbliche ad Alghero. L’ex sindaco Mario Conoci richiama il lavoro impostato durante il suo mandato e invita l’attuale amministrazione a passare dai nastri ai nuovi progetti.

Le ultime inaugurazioni e i cantieri in avanzamento hanno riportato al centro del dibattito cittadino il tema delle opere pubbliche ad Alghero. Dal parco del Caragol al nuovo parco di via Tiziano, fino alla palestra di via XX Settembre, diversi interventi stanno segnando una fase importante per la città, sia sul piano della riqualificazione urbana sia su quello dei servizi destinati ai cittadini.

A riaprire il confronto politico è stato l’ex sindaco Mario Conoci, che rivendica la paternità amministrativa di molte delle opere oggi sotto i riflettori. Secondo l’ex primo cittadino, una parte consistente degli interventi attualmente completati o prossimi alla consegna sarebbe infatti il risultato di un lavoro avviato nella precedente consiliatura, tra progettazione, ricerca delle risorse, finanziamenti e passaggi esecutivi.

Nel suo intervento, Conoci sottolinea anche un aspetto istituzionale che definisce significativo. L’ex sindaco riferisce di essere stato invitato dall’attuale primo cittadino all’inaugurazione del parco di via Tiziano, in riconoscimento del contributo dato alla nascita dell’opera. Un invito che, pur non avendo potuto accogliere per impegni già fissati, viene letto come un segnale di correttezza nei rapporti tra amministrazioni diverse.

Accanto a questo, però, resta una polemica politica ben precisa. L’ex sindaco contesta il racconto pubblico che accompagna alcune inaugurazioni, sostenendo che troppo spesso le opere vengano presentate come espressione diretta dell’attuale amministrazione, senza ricordare in modo adeguato il percorso che le ha generate. Una lettura che, secondo questa impostazione, finisce per attribuire come novità ciò che in realtà sarebbe frutto di una programmazione precedente.

Tra gli esempi richiamati c’è anche l’intervento nell’area compresa tra via XX Settembre e via Vittorio Emanuele, per anni segnata dal degrado e da utilizzi impropri. Oggi quello spazio viene indicato come uno dei simboli del recupero urbano, con parcheggi, ordine e una funzione finalmente restituita al quartiere. Nello stesso quadro rientra anche la palestra di via XX Settembre, considerata una struttura destinata a rafforzare in modo sensibile l’offerta sportiva cittadina.

Il nodo politico, però, va oltre la rivendicazione del passato. “Dopo due anni di mandato non basta limitarsi al completamento di quanto già avviato: servono opere nuove, finanziate e cantierabili”. È questo il messaggio che emerge con maggiore forza dall’intervento dell’ex sindaco, che invita l’attuale amministrazione a misurarsi con una fase nuova, fatta di iniziative proprie e non solo di opere ereditate.

Nel ragionamento di Conoci trovano spazio anche alcuni interventi che, a suo giudizio, attendono ancora un orizzonte più definito. Dalla circonvallazione al CRA “Simon Mossa”, dal municipio di via Columbano all’ex Cotonificio, fino alla piscina comunale, il riferimento è a una serie di opere che vengono indicate come decisive per comprendere quale sarà la reale capacità di programmazione dei prossimi anni.

Il passaggio finale è insieme politico e amministrativo. “Governare non significa soltanto portare a termine ciò che si è trovato, ma dimostrare visione e soprattutto capacità di realizzazione”. Una linea che rilancia il confronto sul presente della città e sul bisogno, sempre più avvertito, di vedere risultati concreti, misurabili e visibili nella vita quotidiana dei quartieri.

NOTA REDAZIONALE
Il riferimento dell’ex sindaco è all’assessore al Bilancio Enrico Daga, che sui social interviene spesso sulle opere inaugurate, rivendicandole insieme all’attuale amministrazione. Una lettura che, sul piano politico, viene interpretata dall’area dell’ex sindaco come un modo per non riconoscere pienamente a Mario Conoci il lavoro svolto nella fase di ideazione e avvio di diversi interventi. Nella stessa ricostruzione viene invece sottolineato un atteggiamento differente da parte del sindaco Raimondo Cacciotto, ritenuto più corretto sul piano istituzionale.

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