Un errore nei tempi di convocazione ha fermato a poche ore dall’inizio la seduta del Consiglio comunale prevista per il 9 aprile.
A far emergere il problema è stata una contestazione del consigliere Alessandro Cocco: tra prima e seconda convocazione mancavano 150 minuti, decisivi per la validità dei lavori.
Ad Alghero è bastato un dettaglio solo in apparenza minimo per bloccare l’attività dell’aula. La seduta del Consiglio comunale fissata per la mattina del 9 aprile 2026 è stata annullata dopo che è emersa un’irregolarità negli orari indicati per la convocazione.
Il nodo ruota attorno a una regola precisa contenuta nel regolamento del Consiglio comunale. La norma stabilisce che la seconda convocazione non possa tenersi prima che siano trascorse 24 ore dalla prima. Non si tratta di una formalità secondaria, ma di una garanzia pensata per consentire a tutti i consiglieri di partecipare e prepararsi adeguatamente ai lavori.
Nel caso specifico, la prima convocazione era stata fissata per l’8 aprile alle 12, mentre la seconda era prevista per il 9 aprile alle 9.30. Facendo i conti, tra i due orari passano 21 ore e 30 minuti, quindi due ore e mezza in meno rispetto al termine richiesto. Quei 150 minuti mancanti hanno reso di fatto impossibile celebrare la seduta senza esporre il Comune al rischio di contestazioni.
A segnalare il problema è stato il consigliere Alessandro Cocco, che ha richiamato l’attenzione sull’irregolarità alla vigilia della riunione. Il suo intervento ha impedito che il Consiglio si riunisse in una situazione potenzialmente illegittima, con il pericolo di vedere poi annullati atti e deliberazioni.
Una volta sollevata la questione, il presidente del Consiglio comunale Beniamino Pirisi ha disposto l’annullamento della seduta. La comunicazione è stata trasmessa non solo ai consiglieri, ma anche a diversi organi istituzionali e di controllo, tra cui Prefettura di Sassari, Regione Sardegna, Collegio dei revisori dei conti e Comando dei vigili urbani.
L’episodio riporta al centro un tema spesso sottovalutato: nella macchina amministrativa anche un errore di orario può avere effetti pesanti. Le regole sui tempi non servono soltanto a rispettare una procedura, ma a tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni e il diritto di rappresentanza.
La vicenda di Alghero dimostra così che, in politica come nell’amministrazione pubblica, la fretta può costare cara. E che, a volte, a fermare tutto non sono i grandi scontri, ma un orologio e 150 minuti mancanti.