⚡ Breaking Rifiuti abbandonati ad Alghero, individuato il responsabile: scattano denuncia e ritiro della patente
Politica e Istituzioni

Alghero, il paradosso dei conti d’oro: milioni fermi, tasse in aumento e servizi in affanno

redazione on line

Rendiconto 2025 approvato tra tensioni, ritardi e scontro politico. Il Comune rivendica una solidità finanziaria record, ma resta aperta la domanda: a cosa serve accumulare risorse se la città fatica a trasformarle in servizi, casa, lavoro e futuro?

ALGHERO – Il 28 aprile, giorno de Sa Die de sa Sardegna, avrebbe dovuto essere una giornata di orgoglio istituzionale, memoria e responsabilità civile. Ad Alghero, però, la seduta del Consiglio comunale è iniziata con oltre un’ora di ritardo e si è sviluppata in un clima tutt’altro che celebrativo.

Il Sindaco ha richiamato l’aula alla sobrietà e al senso del dovere. Ma il dibattito sul Rendiconto 2025 ha restituito l’immagine di una città attraversata da un paradosso evidente: conti comunali solidissimi, milioni di euro disponibili, pagamenti rapidi ai fornitori, ma servizi, emergenze sociali e progetti strategici ancora troppo spesso fermi al palo.

Il tesoro immobile: 135 milioni di avanzo

Il dato più rilevante del Rendiconto 2025 riguarda l’avanzo di amministrazione, arrivato a 135.282.000 euro, con una crescita di circa 20 milioni in due anni. A questo si aggiunge un fondo cassa di circa 85 milioni di euro, che consente al Comune di pagare i fornitori in tempi estremamente rapidi, mediamente in 10 giorni.

Numeri che l’amministrazione presenta come certificazione della buona salute finanziaria dell’ente. Ma proprio qui nasce il nodo politico.

Perché mentre il Comune accumula risorse, la pressione fiscale pro capite cresce: da 261 euro a 290 euro. L’amministrazione collega l’aumento a una maggiore efficienza nella mappatura dei passi carrai e del canone unico patrimoniale. Le opposizioni, però, leggono il dato in modo diverso: i cittadini pagano di più, mentre l’avanzo continua a crescere e resta in larga parte inutilizzato.

La domanda posta in aula, in particolare dal consigliere Pais, è semplice e politicamente pesante: che senso ha rivendicare una città “ricca” sulla carta, se poi gli algheresi percepiscono una realtà fatta di servizi insufficienti, giovani che se ne vanno e opere che non decollano?

Parco di Porto Conte, il nodo dei costi

Nel dibattito è emerso anche il tema dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte. Il Comune ha previsto un contributo strutturale di circa 200.000 euro all’anno per coprire i costi di funzionamento, in particolare quelli legati al personale.

I numeri illustrati in aula parlano di costi significativi: circa 110.000 euro per il compenso base del direttore generale, più 14.000 euro di parte accessoria; circa 590.000 euro per undici unità di personale stabile; altri 201.000 euro per otto unità a tempo determinato.

Il tema non è soltanto contabile. È politico. Perché mentre si trovano risorse per sostenere strutture e apparati, la consigliera Caria ha richiamato l’attenzione sulla difficoltà di reperire anche somme molto più contenute, persino 2.000 euro, per singole esigenze legate ai servizi sociali.

È qui che il bilancio smette di essere un documento tecnico e diventa una scelta di priorità.

Emergenza casa: Fertilia resta sospesa

Altro fronte aperto è quello abitativo. Il cantiere di Caragol resta bloccato e l’attenzione si concentra sui 34 alloggi dell’Aeronautica Militare a Fertilia, considerati una possibile risposta all’emergenza casa.

Ma anche in questo caso il percorso è complesso. Prima serve la dismissione formale da parte dell’Aeronautica. Poi il passaggio degli immobili dallo Stato alla Regione Sardegna. Infine il trasferimento dalla Regione al Comune di Alghero per procedere con la riqualificazione e la destinazione all’housing sociale.

Un iter lungo, fragile, esposto ai tempi della burocrazia. Il rischio è evidente: mentre la città perde residenti e giovani famiglie, quegli appartamenti potrebbero restare ancora a lungo scatole vuote.

Il nodo politico riguarda anche il cosiddetto “Piano Città”. Senza una forte accelerazione entro ottobre, il progetto potrebbe restare sospeso, proprio mentre Alghero avrebbe bisogno di trasformare ogni spazio disponibile in risposta concreta al disagio abitativo.

Laguna del Calich, fondi disponibili ma tempo in scadenza

Tra le emergenze più gravi c’è quella della laguna del Calich. La cosiddetta “marea gialla”, l’ipertrofia delle acque e la moria di pesci hanno riportato al centro del dibattito un problema ambientale che ormai è anche economico e sociale.

Le opposizioni hanno chiesto la dichiarazione dello stato di calamità naturale, richiamando la situazione dei pescatori, descritti come ormai allo stremo.

Le risorse ci sarebbero: circa 2,5 milioni di euro tra fondi PNRR e FEAMPA, destinati alla pulizia dei fondali e a interventi di fitodepurazione. Ma anche qui il tempo pesa. I fondi devono essere impegnati entro giugno 2026.

La laguna potrebbe diventare una risorsa ambientale, produttiva e innovativa. Ma se la macchina amministrativa non accelera, rischia di restare il simbolo di un’altra occasione perduta.

Aula tesa: dal “concirco” al “giullare politico”

La tensione politica è esplosa anche sul piano verbale. Il consigliere Pais ha utilizzato il termine “concirco” per descrivere il clima disordinato dei lavori. Da qui la reazione del consigliere Mulas, che lo ha definito “giullare politico”.

Uno scontro che ha portato alla sospensione della seduta e che, al di là dell’episodio, racconta il deterioramento del confronto istituzionale. Citazioni di Dante e Orwell sono state richiamate per spiegare, attenuare o giustificare i toni. Ma il risultato è stato quello di un’aula appesantita da nervosismo, ritardi e accuse reciproche.

In una giornata dedicata alla responsabilità e all’identità sarda, il Consiglio comunale ha mostrato invece tutte le proprie fragilità.

Salva Casa e treno a idrogeno: le occasioni frenate

Sul decreto nazionale “Salva Casa”, la maggioranza ha scelto di non procedere con l’applicazione immediata della norma statale. La proposta è stata bocciata con 13 voti contrari e 6 favorevoli.

La linea scelta è quella regionale, più restrittiva. In Sardegna resta infatti il limite minimo di 28 metri quadrati per l’abitabilità, contro i 20 previsti dalla norma nazionale. La maggioranza difende questa impostazione in nome della qualità dell’abitare e della tutela del paesaggio. Le opposizioni, invece, vedono in questa scelta un freno ulteriore alle opportunità dei cittadini sardi rispetto al resto d’Italia.

Sullo sfondo resta anche lo stallo del treno a idrogeno. La commissione speciale ha concluso il proprio lavoro, ma la delibera è ancora ferma negli uffici per verifiche tecniche. Anche questo diventa il simbolo di una macchina amministrativa che spesso discute, studia e approfondisce, ma fatica a decidere.

Il vero nodo: accumulare o governare?

Il Rendiconto 2025 racconta un Comune finanziariamente solido. Ma la politica non può fermarsi alla contabilità. Un ente pubblico non è virtuoso solo perché accumula risorse o paga rapidamente le fatture. È virtuoso se riesce a trasformare quelle risorse in opere, servizi, opportunità, casa, ambiente tutelato e prospettive per chi vive la città.

Alghero oggi appare come una città ricca nei numeri, ma povera nella capacità di incidere rapidamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

Il punto non è negare il valore dei conti in ordine. Il punto è capire se quei conti servano davvero alla comunità o se siano diventati una vetrina amministrativa dietro la quale restano irrisolti i problemi più urgenti.

Perché una città non si misura solo dal fondo cassa. Si misura da quanti giovani riesce a trattenere, da quante famiglie riesce ad aiutare, da quante emergenze riesce ad affrontare, da quante promesse riesce finalmente a trasformare in fatti.

E allora la domanda politica resta aperta: Alghero vuole continuare ad accumulare milioni o vuole finalmente usarli per costruire il proprio futuro?

← PrecedenteFertilia, marciapiedi dissestati e cavi scoperti: cresce l’allarme sicurezza Successivo →Rendiconto, ad Alghero la sfida politica si gioca sull’avanzo: conti solidi o risorse ferme?
📺 Correlati