Linea ALFA piena e fermate saltate: ad Alghero cresce il disagio sul collegamento con l’aeroportoLe segnalazioni sulla linea urbana ARST che collega Alghero, Fertilia e lo scalo aeroportuale riaprono il dibattito sui trasporti pubblici in città. Al centro della discussione ci sono corse troppo distanziate, mezzi pieni, fermate intermedie non sempre servite e difficoltà maggiori per residenti, lavoratori, turisti e persone con disabilità.
Le segnalazioni arrivate negli ultimi giorni raccontano un problema che molti utenti considerano ormai non più rinviabile: la linea ALFA di ARST, collegamento urbano tra Alghero, Fertilia e l’aeroporto, in alcune circostanze viaggerebbe a pieno carico e non riuscirebbe a far salire passeggeri alle fermate intermedie.
Il disagio riguarda chi deve raggiungere l’aeroporto, ma anche chi utilizza quella tratta per motivi di lavoro, salute, studio o necessità familiari. Quando il bus parte già pieno, chi si trova lungo il percorso rischia di restare a terra e di dover attendere la corsa successiva o un’altra linea, con tempi che possono diventare pesanti soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.
Il tema è particolarmente delicato perché, tra gli utenti penalizzati, ci sono anche persone con disabilità o con difficoltà motorie. In questi casi, il problema non è soltanto il ritardo: è la possibilità concreta di non avere un servizio realmente accessibile e affidabile nel momento in cui serve.
La linea ALFA risulta attiva tutto l’anno e garantisce collegamenti giornalieri tra la città e lo scalo di Fertilia. La frequenza, però, è sostanzialmente di un autobus all’ora. In una città turistica, soprattutto con l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento dei passeggeri legato ai voli, una cadenza così ampia viene giudicata da molti utenti insufficiente.

Al momento non emerge un vero potenziamento estivo delle frequenze. Le indicazioni sugli orari mostrano una diversa validità stagionale delle corse, ma non un aumento stabile dei passaggi durante la giornata. Ed è proprio qui che nasce la protesta: se il mezzo si riempie e non può caricare altri passeggeri, chi aspetta lungo il tragitto resta senza una risposta immediata.
Il caso ha acceso anche il dibattito sui social, dove diversi cittadini hanno raccontato esperienze, proposto soluzioni e sollevato dubbi. C’è chi suggerisce di affiancare al servizio pubblico mezzi privati convenzionati: “Visto che ARST offre un servizio piuttosto scarso, perché non pensare a integrare le corse con pullman privati, magari con una convenzione tra aeroporto, Comune di Alghero e città metropolitana?”
Una proposta che però non tutti considerano semplice da realizzare. Qualcuno ha richiamato il tema delle concessioni e dei costi, osservando che “non si può fare semplicemente così, per via delle normative che regolano le concessioni del trasporto pubblico locale, e i costi supererebbero abbondantemente gli utili”.
Molti commenti insistono invece su un punto preciso: un collegamento con l’aeroporto non può essere trattato come un servizio secondario. “Un autobus l’ora, e poi ci si sorprende se l’aeroporto di Alghero non ha voli”, scrive un utente, mentre un altro aggiunge: “Se i voli aumentano, devono aumentare anche le corse”.
Il confronto si allarga poi al tema delle alternative. C’è chi ricorda l’esistenza dei taxi, ma la risposta di diversi cittadini è netta: “Una città turistica deve avere servizi decenti”. Altri sottolineano che il taxi non è una soluzione per tutti, soprattutto per i costi: “Già per arrivare ad Alghero servono 30 o 40 euro, e molti lo prendono”.
Non mancano le voci di chi difende il servizio o racconta esperienze diverse. Un’utente scrive di prendere la ALFA da anni per lavoro e sostiene di non essere mai rimasta a piedi: “Gli autisti si fermano sempre, anche quando il mezzo è carico, e avvisano dell’arrivo del secondo bus”. Una testimonianza che mostra come il problema possa non essere vissuto allo stesso modo da tutti, ma che non cancella le segnalazioni arrivate da altri passeggeri.
Il dibattito mette in evidenza anche un altro aspetto: la ALFA non è una navetta riservata ai turisti. È una linea urbana utilizzata da residenti, pendolari, studenti e lavoratori. “Non mi risulta sia una navetta esclusiva: l’aereo lo prendono anche i residenti per ragioni di lavoro, salute e famiglia. La ALFA è un servizio indispensabile”, si legge tra i commenti.
C’è poi chi chiede maggiore chiarezza alle fermate, con pannelli informativi e indicazioni più visibili, perché “una persona deve sapere dove passa un autobus”. Altri propongono strumenti più moderni, come la prenotazione o il controllo online dei posti disponibili: “Fare biglietti online aiuterebbe a sapere se il pullman è pieno. Esauriti i biglietti, si mette un’altra corsa”.
Il tema degli orari resta centrale anche per i voli serali. Alcuni utenti segnalano che gli arrivi notturni possono andare oltre le 23, mentre il servizio ordinario non sempre appare adeguato a coprire tutte le esigenze. “Ci sono voli notturni in arrivo ad Alghero che vanno ben oltre le 23”, osserva un commentatore.
Nel mezzo della discussione, emerge anche la difficoltà degli autisti, spesso esposti in prima persona al malcontento degli utenti. “È un problema anche per gli autisti”, scrive qualcuno, ricordando che chi guida il mezzo non decide né frequenze, né orari, né organizzazione complessiva del servizio.
Il quadro che viene fuori è quello di una richiesta semplice: un servizio più adeguato alla domanda reale. Alghero è una città turistica, l’aeroporto è una porta d’ingresso fondamentale per il territorio e la tratta verso Fertilia non può reggersi su corse percepite come insufficienti nei momenti di punta.
La questione, dunque, non riguarda solo il numero dei bus. Riguarda l’affidabilità del collegamento, la tutela degli utenti più fragili, la dignità del trasporto pubblico e la capacità di una città turistica di offrire servizi all’altezza delle sue esigenze. Perché un autobus che passa ogni ora può bastare sulla carta, ma non basta più quando alle fermate restano persone in attesa.