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Cronaca Giudiziaria

Rotatoria del Carmine, esplode la rabbia: “Una mulattiera scassa gomme”, “È una vergogna”

La protesta corre sui social e fotografa un malcontento ormai diffuso ad Alghero. Nel mirino finiscono la nuova rotatoria del Carmine, i ritardi sulla circonvallazione e una sensazione sempre più pesante: quella di una città lasciata ad aspettare troppo.

I commenti sono scaturiti da un post pubblicato sui social da Massimiliano Lepri, esponente del coordinamento di Orizzonte Comune e parte della maggioranza in Consiglio comunale, che ha acceso il dibattito sulle condizioni della nuova rotatoria del Carmine e sui ritardi che continuano a segnare uno dei cantieri più discussi della città.

Ad Alghero la misura sembra colma. La nuova rotatoria del Carmine, aperta in tutta fretta a ridosso del Natale 2025, è diventata in queste settimane il simbolo di un malessere ben più ampio. Non soltanto per le condizioni dell’opera, ma per ciò che rappresenta agli occhi di molti cittadini: un intervento provvisorio diventato quasi permanente, nato tra promesse di rapida sistemazione e rimasto invece al centro di proteste, polemiche e accuse durissime.

A innescare la nuova ondata di critiche è stata una denuncia frontale sulle condizioni della rotatoria: scarsa illuminazione, asfalto saltato dopo pochi giorni, buche, disagi e interrogativi sui tempi necessari per arrivare finalmente a una sistemazione definitiva. Un affondo che ha trovato subito eco nei commenti, dove il tono è diventato ancora più duro e diretto.

Tra le frasi più taglienti c’è quella di chi non usa giri di parole e definisce la rotatoria “una mulattiera scassa gomme”, chiedendo controlli più accurati su lavori che, secondo diversi cittadini, vengono troppo spesso lasciati a metà. C’è poi chi punta il dito soprattutto sulla sicurezza: “Pericolosissima, piena di calcinacci e segnali stradali. Praticamente era meglio avere un semaforo”, scrive una cittadina, riassumendo in poche righe il senso di pericolo percepito da molti automobilisti.

Il tema della lentezza del cantiere ritorna con forza in numerosi interventi. Un commento fotografa con sarcasmo e amarezza la situazione: “Lavorano nello stesso punto con la gru da 4 mesi, si e no due operai! Non finiranno mai! Uno scandalo!”. Un altro insiste sulla stessa immagine, trasformandola in una critica ancora più corrosiva: “Però un paio di operai a girare il braccio della gru ogni tanto ci sono… stanno un po’ lì a far due chiacchiere e se ne vanno”. Sono parole che rendono bene il clima di esasperazione di chi osserva il cantiere ogni giorno e non vede passi avanti concreti.

In altri commenti la protesta si allarga dall’opera singola alla condizione generale della città. “Ma di asfaltare anche le strade? È tutto un buco, è ridicolo che una città turistica sia ridotta così”, scrive una residente, collegando la vicenda della rotatoria a un dissesto urbano percepito come diffuso. E c’è chi allarga ancora di più il discorso, leggendo nella vicenda un problema culturale e civico prima ancora che amministrativo: “La colpa è nostra, degli algheresi, troppo passivi… ci possono fare di tutto”.

Tra i commenti più politici ci sono quelli che accusano apertamente amministratori e classi dirigenti di aver privilegiato l’apparenza alla sostanza. Emblematica la frase: “L’importante per i politici era l’inaugurazione poi con calma si farà”, che riassume bene la sfiducia di una parte dell’opinione pubblica verso opere inaugurate in fretta ma lasciate incomplete per mesi. Un altro intervento usa parole ancora più dure: “È una vergogna, e anche l’impresa si dovrebbe vergognare”, riferendosi non solo alla rotatoria ma all’intera gestione dei cantieri collegati alla viabilità.

Il malcontento, però, non riguarda solo la qualità dei lavori, ma soprattutto il fattore tempo. Per molti algheresi il punto non è più capire se la rotatoria sia stata realizzata bene o male in una fase provvisoria. Il vero problema è che questa fase provvisoria dura troppo. Da qui nasce la domanda che serpeggia tra i commenti e che ormai suona come una sfida diretta a chi dovrebbe decidere e controllare: quanto ci vuole ancora per un’asfaltatura definitiva e per chiudere almeno la prima parte della circonvallazione?

In questo quadro, anche le voci più moderate finiscono per descrivere un senso diffuso di delusione. C’è chi riconosce le difficoltà tecniche e i tempi stretti imposti dai finanziamenti, ma al tempo stesso ammette che la città aveva bisogno di un progetto portato a termine davvero, non di un’opera trascinata tra ritardi, ostacoli e continue attese. Così la rotatoria del Carmine è diventata molto più di un’infrastruttura incompleta: è il simbolo concreto di una promessa che, almeno finora, non è stata mantenuta.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una discussione pubblica esasperata, cittadini arrabbiati, accuse pesanti e una domanda che resta sospesa. Non quando arriverà il prossimo annuncio, ma quando Alghero potrà finalmente smettere di convivere con cantieri eterni, rattoppi provvisori e opere che sembrano non finire mai.

e c’è chi scommette, senza scriverlo, che gli asfalti partiranno in iena estate.

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