Il rendiconto 2025 trasforma i numeri in un terreno di scontro aperto. La maggioranza rivendica riscossioni più efficaci, conti in equilibrio e nuove risorse da spendere; l’opposizione legge invece gli stessi dati come il segno di una macchina lenta, con tasse pesanti e fondi che non diventano servizi. Il confronto con altri comuni sardi, però, ridimensiona l’idea di un caso eccezionale: in rapporto alla popolazione, Alghero non è il comune con l’avanzo più eclatante.
Il nodo politico dietro i numeri
Nel dibattito cittadino convivono due letture opposte. Da una parte c’è la maggioranza, che indica nell’approvazione del rendiconto nei tempi di legge e nel miglioramento della riscossione il segnale di una gestione più forte; dall’altra c’è Fratelli d’Italia, che mette sotto accusa l’entità dell’avanzo e le somme rimaste senza traduzione immediata in spesa. In mezzo, una domanda molto concreta: quelle risorse rappresentano efficienza o lentezza amministrativa?
La versione della maggioranza
La lettura di chi sostiene l’amministrazione è netta: il rendiconto certifica una struttura contabile più solida, con un recupero dell’evasione IMU/TASI che supera l’88% dell’accertato, un aumento dei pagamenti rispetto all’anno precedente e circa 8 milioni di avanzo disponibile da utilizzare per nuovi interventi. Per questa parte politica, dunque, l’avanzo non sarebbe il frutto di immobilismo, ma la conseguenza di una macchina comunale che incassa meglio, consolida gli equilibri e apre margini per investimenti e politiche pubbliche. «I numeri rispondono meglio di qualsiasi polemica», è in sostanza il messaggio.
L’attacco dell’opposizione
Di segno opposto la tesi del centrodestra. Alessandro Cocco parla di una città ferma, di tasse troppo alte e di milioni che restano nei conti invece di trasformarsi in manutenzioni, servizi e opere. La sua contestazione si concentra su un avanzo da 9 milioni e su altri 5,5 milioni di somme non spese, oltre che sul peso del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Il giudizio politico è durissimo e viene riassunto in una frase che segna il tono dello scontro: «città ferma, tasse altissime e milioni di euro non restituiti in servizi ai cittadini».
Il confronto con gli altri comuni sardi
Per capire se Alghero sia davvero un caso fuori scala, però, bisogna uscire dal solo dato assoluto e guardare alle proporzioni. Rapportando gli 8 milioni di avanzo disponibile ai 42.281 residenti, il valore si colloca attorno a 189 euro per abitante. È una cifra rilevante, ma non la più alta in Sardegna. Anche restando su un comune di dimensioni non minuscole, Porto Torres mostra un dato superiore: i 7 milioni di avanzo approvati nel 2024 valgono circa 333 euro per residente, quindi ben oltre il valore algherese.
Dove l’avanzo pesa davvero di più
Il divario diventa ancora più evidente nei centri piccoli, dove la quota pro capite sale rapidamente. A Bonarcado l’avanzo libero di 392 mila euro corrisponde a circa 256 euro per abitante. Ardauli supera i 618 euro pro capite con 470 mila euro programmati da avanzo di amministrazione. Busachi, infine, arriva quasi a 730 euro per residente grazie a 825.500 euro di avanzo libero destinati a nuovi interventi. Sono numeri che non possono essere letti allo stesso modo dei comuni maggiori, ma che aiutano a capire come Alghero, pur avendo un avanzo consistente in valore assoluto, non rappresenti il caso più clamoroso dell’isola se il parametro è la proporzione rispetto alla popolazione.
La vera partita adesso
È qui che il rendiconto cambia significato. Ad Alghero non siamo davanti a un disavanzo né a una situazione da allarme contabile, ma a uno scontro politico sull’uso dell’avanzo e sulla capacità dell’amministrazione di trasformarlo in risultati visibili. La maggioranza sostiene di aver costruito basi solide; l’opposizione ribatte che i cittadini giudicano dai servizi, dai cantieri e dalle risposte concrete. Il punto, più che il saldo finale, sarà allora la velocità con cui quelle risorse entreranno davvero nella vita della città.