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Aeroporto di Alghero, il patto per allungare la stagione: istituzioni e imprese fanno squadra, ma resta l’allarme sui voli

Redazione economia

Ad Alghero prende forma una strategia che punta a rafforzare lo scalo, prolungare la stagione turistica e dare più stabilità all’economia del territorio. Intorno all’aeroporto si muove un’alleanza tra istituzioni, mondo produttivo e gestori, mentre sul fronte dei collegamenti invernali cresce la preoccupazione per un possibile ridimensionamento.

L’aeroporto come risorsa strategica per il territorio

Il punto di partenza del nuovo percorso è il ruolo centrale dello scalo di Fertilia per tutto il Nord Ovest della Sardegna. Nell’aprire il confronto, il sindaco di Alghero ha ribadito che l’aeroporto deve essere considerato una infrastruttura da difendere e valorizzare, non soltanto per la città ma per un’area molto più ampia.

Il primo cittadino ha sottolineato che «noi abbiamo un’infrastruttura importante nel nostro territorio che è l’aeroporto e che dobbiamo tutelare, dobbiamo rafforzare, dobbiamo in qualche maniera anche coccolare», spiegando che questa azione deve essere portata avanti come istituzioni, come comunità e in maniera trasversale come Nord Ovest della Sardegna.

Una strategia condivisa e senza contrapposizioni

Nel ragionamento dell’amministrazione, lo sviluppo dello scalo non passa da una competizione con gli altri aeroporti sardi, ma da una visione comune. Il sindaco ha infatti chiarito che non c’è alcuna logica di antagonismo con gli altri territori e che il lavoro avviato guarda a un sistema più ampio, capace di offrire maggiori opportunità ai residenti e di attrarre visitatori anche fuori dai mesi estivi.

Sempre il sindaco ha spiegato che si tratta di una strategia utile «a beneficio della comunità sarda», sia per dare ai cittadini più possibilità di spostarsi fuori dall’isola sia per «attrarre flussi turistici in stagioni inusuali rispetto a quelle a cui siamo abituati nell’immaginario collettivo di una Sardegna legata solo al turismo balneare».

Il protocollo mette insieme soggetti molto diversi

A entrare nel merito del patto è stato Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio di Sassari, che ha descritto l’accordo come un passaggio innovativo proprio per la composizione del tavolo. Secondo Visconti, il valore dell’intesa sta nel fatto che soggetti pubblici e privati, con ruoli e regole diverse, abbiano deciso di lavorare insieme su un obiettivo comune.

Visconti ha evidenziato che «al tavolo siedono contemporaneamente quattro entità molto diverse tra di loro»: il Comune di Alghero, la Camera di Commercio, la società di gestione aeroportuale e le associazioni di categoria. Una formula che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe dare più forza e più continuità alle scelte future.

Alghero e Olbia lette come un unico sistema

Nel suo intervento, il presidente della Camera di Commercio ha anche insistito su un altro punto: il superamento della tradizionale contrapposizione tra scali del Nord Sardegna. Per Visconti, l’aeroporto di Alghero non può essere letto in chiave solo locale, ma come parte di una rete più ampia che serve il Nord dell’isola e una parte del centro Sardegna.

Per descrivere questa impostazione, Visconti ha ricordato che «l’aeroporto di Alghero è una delle due porte di accesso al nord dell’isola» e ha rilanciato un’immagine usata anche dall’amministratore delegato della società di gestione, definendolo «un aeroporto con due piste», una a Olbia e una ad Alghero.

L’obiettivo è conquistare la bassa stagione

Il cuore del protocollo resta la destagionalizzazione. Visconti ha spiegato che la riflessione nasce dalla constatazione, condivisa da imprese e operatori, che la stagione turistica in Sardegna continua a essere troppo breve. Per questo il nuovo patto punta a dare un impulso concreto ai mesi autunnali e invernali.

Il presidente camerale ha detto con chiarezza che lo spirito dell’intesa è «creare le condizioni per iniziare a colonizzare parti di stagione turistica autunnale e invernale», spingendo l’attenzione fino al periodo che arriva a marzo. In sostanza, non si parla più di allungare di poco l’estate, ma di costruire un’offerta capace di vivere davvero gran parte dell’anno.

I fondi stanziati per sostenere il progetto

A sostegno di questa strategia ci sono anche risorse economiche precise. Visconti ha annunciato che la Camera di Commercio ha già approvato un fondo triennale destinato agli aeroporti, con importi progressivi studiati per accompagnare il progetto nel tempo.

Nel dettaglio, il presidente della Camera di Commercio ha spiegato che l’ente «ha deliberato un fondo modulato su un triennio in 400.000, 300.000 e 200.000 euro per anno per aeroporto». A queste somme, ha aggiunto, dovrebbero affiancarsi risorse analoghe da parte degli aeroporti e il contributo delle amministrazioni locali, anche attraverso l’imposta di soggiorno.

Turismo e lavoro: la partita non riguarda solo i voli

Visconti ha legato la questione della continuità dei collegamenti anche a quella dell’occupazione. Secondo il presidente camerale, la stagionalità corta produce effetti diretti sulle imprese e sui lavoratori, costringendo il sistema a muoversi su tempi troppo ridotti e impedendo di consolidare professionalità e qualità del servizio.

Nel suo intervento ha spiegato che creare nuove stagionalità significherebbe poter contare su collaboratori per un periodo più lungo, con effetti positivi sia sulla stabilità dei rapporti di lavoro sia sulla competitività complessiva dell’offerta turistica.

Confcommercio: basta pensare solo al proprio pezzo di territorio

Dal fronte delle imprese, Edoardo Oggianu di Confcommercio Nord Sardegna ha definito l’intesa non soltanto un progetto, ma soprattutto un metodo di lavoro. L’idea, ha spiegato, è che questo accordo possa diventare una palestra per il futuro e un esempio di collaborazione stabile tra territori che troppo spesso si sono mossi in ordine sparso.

Oggianu ha detto chiaramente che «più che progetto, lo definirei un metodo di lavoro che può essere anche una palestra per il futuro». Poi ha aggiunto che «non dobbiamo soffermarci a zappare il nostro orticello pensando solo ad Olbia o solo ad Alghero, dobbiamo essere uniti e dare esempio di unione».

L’idea di una Sardegna come unica destinazione

Nel ragionamento di Confcommercio, la vera sfida è far percepire la Sardegna come una destinazione unica, con collegamenti interni e accessi esterni pensati in modo integrato. Non più territori che si promuovono da soli, ma un sistema che accompagna il visitatore lungo tutta l’isola.

Per spiegare questa visione, Oggianu ha formulato un auspicio molto concreto: «Il mio auspicio è che un fruitore della nostra splendida isola atterri ad Alghero e riparta da Cagliari». Un’immagine che riassume l’idea di una rete più efficiente e di una Sardegna riconoscibile come sistema unitario.

Sogeaal: prima sistemata la struttura, ora serve valorizzare il territorio

A portare il punto di vista del gestore aeroportuale è stato Silvio Pippobello, amministratore delegato di Sogeaal. Nel suo intervento ha insistito sulla necessità di colmare una distanza che finora ha frenato lo sviluppo dello scalo: quella tra chi gestisce l’aeroporto e il territorio che gli ruota attorno.

Pippobello ha spiegato che «per la prima volta si cerca di colmare un distacco fra l’operatore, che sarebbe l’aeroporto, e tutto ciò che c’è intorno», cioè istituzioni e attività economiche. Secondo l’amministratore delegato, Alghero dispone di grandi potenzialità attrattive, ma esistono ancora ostacoli che vanno affrontati in maniera condivisa.

I numeri in crescita e gli interventi sullo scalo

Nel tracciare un bilancio del lavoro svolto, Pippobello ha ricordato che negli ultimi due anni lo scalo ha registrato un aumento significativo del traffico passeggeri. A suo giudizio, la collaborazione con Olbia si è rivelata decisiva anche sotto questo profilo.

L’amministratore delegato di Sogeaal ha dichiarato che «lo facciamo insieme all’aeroporto di Olbia, la cui sinergia è fondamentale» e ha aggiunto che «in questi ultimi due anni siamo riusciti a incrementare significativamente il traffico passeggeri e quest’anno dovremmo arrivare o avvicinarci molto ai 2 milioni di passeggeri».

Pippobello ha anche ricordato gli interventi realizzati sull’infrastruttura, spiegando che «abbiamo rimesso a posto la struttura aeroportuale, rifacendo la sala arrivi e la sala partenze», oltre a lavorare sulla viabilità per rendere lo scalo più moderno e accessibile.

Adesso la sfida si sposta sull’attrattività del territorio

Secondo Sogeaal, il passo successivo deve riguardare il territorio nel suo complesso. Se l’aeroporto ha migliorato la propria immagine e la propria funzionalità, ora bisogna rendere più forte e più credibile la proposta complessiva del Nord Sardegna nei mesi di bassa stagione.

Pippobello lo ha detto in modo netto: «Avendo colmato il problema dell’attrattività della struttura, adesso dobbiamo lavorare sull’attrattività del territorio». Da qui l’idea che il protocollo possa rappresentare il primo seme di una gestione più organica, capace di coordinare promozione, servizi e utilizzo delle risorse.

Sullo sfondo resta però l’allarme per i voli invernali

Accanto a questa prospettiva di rilancio, nelle ultime ore si è fatto strada un allarme politico molto forte sul futuro della programmazione invernale. A sollevarlo è stato Michele Pais, che ha parlato di segnali molto preoccupanti sul fronte dei collegamenti dallo scalo di Alghero.

Pais ha dichiarato che «i segnali che arrivano in queste ore sulla programmazione dei voli nello scalo di Alghero sono estremamente preoccupanti e non possono essere sottovalutati». Secondo la sua lettura, il quadro che emerge dalla prima impostazione del network invernale sarebbe molto più debole rispetto al passato.

Frequenze ridotte e assenza di rotte internazionali

Nel dettaglio, Pais ha denunciato una riduzione marcata dell’offerta, spiegando che la nuova programmazione presenterebbe soltanto collegamenti nazionali, nessuna tratta internazionale e un calo netto delle frequenze settimanali.

L’esponente politico ha sottolineato che «il quadro che emerge è tutt’altro che rassicurante: solo collegamenti nazionali, nessuna tratta internazionale e una drastica riduzione delle frequenze settimanali, che passano da 22 a 9». Da qui la sua conclusione, affidata a una frase molto dura: «Con questi numeri l’aeroporto non può reggere».

La polemica sulla tassa d’imbarco

Pais ha ricondotto il possibile ridimensionamento del network anche al nodo della cosiddetta addizionale comunale sui diritti d’imbarco e al confronto ancora aperto tra compagnia e Regione. Su questo punto l’accusa rivolta alla politica regionale è molto netta.

Secondo Pais, «il tira e molla sulla tassa d’imbarco, che la Regione si ostina a non compensare sullo scalo di Alghero, è certo che presenterà un conto salatissimo». Per l’ex presidente del Consiglio regionale, l’eventuale conferma di questi dati porterebbe a un colpo pesante per lo scalo e per l’intero tessuto economico del territorio.

Il timore di una crisi sociale ed economica

Nel passaggio più forte del suo intervento, Pais ha allargato il ragionamento dalle rotte agli effetti concreti sulle persone e sulle famiglie. Per lui il rischio non è soltanto industriale o turistico, ma anche sociale.

Pais ha detto apertamente che si rischierebbe una «catastrofe sociale» e ha aggiunto che «non si tratta solo di numeri o di rotte, ma delle persone in carne ed ossa, con le rispettive famiglie, che oggi lavorano nello scalo e che numeri simili metterebbero in seria difficoltà».

Un territorio tra visione e urgenza

Il quadro che emerge è quindi doppio. Da una parte c’è una strategia di medio periodo che punta a rafforzare l’aeroporto, allungare la stagione e costruire una rete più ampia tra istituzioni, imprese e gestori. Dall’altra c’è l’urgenza di difendere subito i collegamenti e di evitare un arretramento che rischierebbe di indebolire l’intero percorso appena avviato.

Il protocollo firmato ad Alghero rappresenta un primo passo concreto verso una nuova idea di sviluppo. Ma, come mostrano le preoccupazioni emerse sul fronte dei voli invernali, la sfida si giocherà soprattutto nella capacità di trasformare la visione in risultati reali e immediati.

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