Marco Tedde torna a sollevare il tema della comunicazione istituzionale e chiede una figura terza, capace di raccontare in modo fedele e completo ciò che accade durante le sedute del Consiglio comunale.
Una proposta che apre un confronto politico, ma che non appare isolata: in diversi Comuni italiani esistono già uffici stampa consiliari o servizi di resocontazione integrale delle sedute.
Nel suo intervento, Marco Tedde ha riportato al centro del dibattito un tema che riguarda il modo in cui vengono raccontati i lavori del Consiglio comunale. La sua idea è quella di introdurre una figura dedicata, indipendente dall’ufficio stampa dell’amministrazione, incaricata di seguire le sedute e restituire un resoconto puntuale di quanto accade in aula.
Nelle sue parole, “non sarebbe inopportuno, per utilizzare un eufemismo, che ci fosse in consiglio comunale una o un resocontista, cioè un giornalista non addetto stampa che fa i resoconti fedeli di ciò che accade e si dice in consiglio comunale”. Un modello che, secondo Tedde, consentirebbe poi di trasmettere questi resoconti agli organi di informazione, lasciando alle testate il compito di sviluppare gli articoli.
Nel passaggio più netto del suo intervento, Tedde ha legato la proposta del resocontista a una questione di equilibrio istituzionale. Il consigliere ha contestato il fatto che strumenti e supporti legati alla comunicazione possano risultare disponibili per la maggioranza e non, allo stesso modo, per l’opposizione.
Da qui la critica più esplicita: “non ci possono essere soggetti che fanno i comunicati stampa per la maggioranza o per alcuni consiglieri della maggioranza e non fanno le stesse cose per i consiglieri di opposizione”. Per Tedde, dunque, il problema non è soltanto informativo, ma anche politico: chi siede in aula dovrebbe poter contare su condizioni uguali nel racconto pubblico della propria attività.
Guardando fuori da Alghero, la richiesta avanzata in aula non appare una novità assoluta. A Torino esiste un Ufficio stampa del Consiglio comunale che il sito istituzionale descrive come composto da giornalisti professionisti incaricati di gestire l’informazione relativa alle attività dei diversi organi consiliari. A Potenza, tra i compiti dell’ufficio stampa comunale, compare anche la redazione di resoconti giornalistici, con aggiornamenti in tempo reale, sui lavori del Consiglio comunale. (Città di Torino)
Accanto a questo modello, in molti enti locali è ancora più diffusa la formula della resocontazione integrale delle sedute. A Genova risultano atti per il servizio di resocontazione integrale del Consiglio e delle commissioni; a Cagliari gli atti amministrativi richiamano il resoconto integrale delle sedute e l’affidamento del relativo servizio; a Matera è documentata una procedura per la resocontazione integrale delle sedute del Consiglio comunale, delle commissioni e di altri incontri istituzionali; a San Giuseppe Vesuviano è stato affidato un servizio che comprende stenotipia, audioregistrazione, trascrizione, resocontazione e redazione dei verbali delle sedute consiliari. In sostanza, più che il singolo “giornalista imparziale” evocato da Tedde, in altri Comuni si trovano già strutture o servizi che vanno nella stessa direzione: raccontare in modo fedele e continuativo i lavori d’aula. (Comune di Genova)
La proposta di Tedde, quindi, si inserisce in un tema più ampio: la distanza tra comunicazione politica e comunicazione istituzionale. Da una parte c’è la battaglia, del tutto legittima, tra maggioranza e opposizione sul terreno del consenso; dall’altra c’è l’esigenza, altrettanto forte, di garantire ai cittadini un racconto chiaro, fedele e accessibile delle sedute del Consiglio comunale.
È proprio su questo confine che il dibattito diventa interessante. Perché la richiesta del consigliere punta a separare meglio il comunicato politico dal resoconto istituzionale, affidando quest’ultimo a una figura o a un servizio che abbia come unico compito quello di restituire, senza filtri di parte, ciò che si dice e ciò che si decide in aula.
Fa un certo effetto sentire oggi Marco Tedde, già sindaco della città, chiedere un resocontista imparziale per raccontare il Consiglio comunale. La richiesta è legittima e, sul piano della trasparenza, persino comprensibile. Ma politicamente suona curiosa: Tedde è stato per anni uno dei protagonisti più riconoscibili della comunicazione pubblica cittadina, con uno stile diretto, energico e spesso combattivo. Per questo colpisce l’impressione di un cambio di passo, quasi che quella verve comunicativa che lo ha contraddistinto a lungo oggi appaia meno centrale o meno incisiva nel confronto pubblico. (La Nuova Sardegna)
In fondo, è proprio dentro questo spazio che si colloca il lavoro che questa testata giornalistica porta avanti già da tempo: un resoconto delle sedute costruito verbalizzando e rielaborando i testi integrali dei Consigli comunali, con l’obiettivo di offrire ai lettori una restituzione chiara, completa e leggibile del dibattito istituzionale.