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editoriali

Alghero, basta puntare sempre il dito: la legalità si difende guardando ovunque.

Quando accade un attentato intimidatorio, la città sembra cercare subito un colpevole già scritto. Ma la realtà è più complessa, e il pregiudizio rischia di farci guardare nella direzione sbagliata.

Ad Alghero, ogni volta che accade un attentato intimidatorio, una parte della città sembra sapere già dove guardare.

Lo sguardo investigativo, e spesso anche quello del giudizio pubblico, si posa quasi automaticamente sui cosiddetti “Napoletani”. Si parla di camorra, si evocano parole pesanti come mafia, criminalità organizzata, sistemi oscuri. Parole che fanno rumore, che colpiscono, ma che non possono essere usate con leggerezza.

Perché fino a prova contraria, quello che molti di noi vedono è altro.

Vediamo famiglie che lavorano dalla mattina alla sera, senza risparmiarsi. Persone che hanno costruito attività, che pagano stipendi, che danno lavoro a tanti cittadini e garantiscono a molte famiglie una vita dignitosa e stabile.

Vediamo imprenditori che crescono attraverso il lavoro. E la crescita, in una città sana, non dovrebbe essere automaticamente confusa con il sospetto.

La storia commerciale di Alghero lo dimostra. Basta guardare al passato e ricordare realtà come la Delta Coop: partita da un piccolo negozio, arrivata poi a essere presente in tutta la città, creando un sistema di negozi di vicinato che ha aiutato tante famiglie, ha generato occupazione e ha rappresentato per anni un punto di riferimento.

E allora diciamolo chiaramente: basta concentrare ogni attenzione sempre e solo sui “Napoletani”.

Basta usare l’origine di una persona come scorciatoia per spiegare tutto. Basta trasformare il lavoro, l’espansione e la presenza sul territorio in un marchio di sospetto.

Se vogliamo davvero difendere Alghero, dobbiamo avere il coraggio di allargare lo sguardo.

Dobbiamo guardare anche dove nessuno guarda. Dobbiamo proteggerci dai personaggi senza scrupoli che si muovono nell’ombra, lontano dai riflettori, sfruttando fragilità, silenzi e complicità. Dobbiamo preoccuparci dei nostri figli adolescenti, spesso i più esposti, i più vulnerabili, le vittime perfette di chi costruisce guadagni enormi sulla debolezza degli altri.

La legalità non si difende con i pregiudizi.
La legalità si difende con attenzione, lucidità e verità.

Fino a prova contraria, “i Napoletani” che molti indicano con troppa facilità sono persone che lavorano, pagano, investono e si fanno i fatti propri.

Forse dovremmo imparare anche noi a fare lo stesso: meno chiacchiere, meno sospetti a comando, meno sentenze da bar.

E più attenzione vera.

Perché il pericolo, spesso, non sta dove è più comodo indicarlo.
A volte si nasconde proprio dove tutti fingono di non vedere.

Fausto Farinelli – Cittadino consapevole di Alghero.

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