L’ultimo rogo nella zona dell’aeroporto riporta Alghero davanti a un’emergenza che agita cittadini e imprese. Tra appelli, richieste di più controlli e inviti alla prudenza, il confronto politico si intensifica mentre la città attende risposte concrete.
Il nuovo incendio che ha colpito un’attività di autonoleggio nei pressi dell’aeroporto ha riacceso ad Alghero il tema della sicurezza. L’episodio si aggiunge a una serie di roghi e atti intimidatori che negli ultimi tempi hanno coinvolto mezzi, operatori economici e cittadini, facendo crescere il livello di allarme in città.
A preoccupare non è soltanto la gravità dei singoli fatti, ma la loro frequenza. Nel dibattito pubblico si moltiplicano gli interventi di esponenti politici e amministratori, tutti accomunati dalla richiesta di un rafforzamento del presidio sul territorio e di un’accelerazione delle indagini.
Mario Conoci, ex sindaco di Alghero, invita a non minimizzare. Per lui gli ultimi episodi rappresentano un segnale pesante per la città e per la sua tenuta sociale. Conoci sottolinea che «gli ultimi roghi, che hanno coinvolto mezzi privati, attività lavorative e numerosi veicoli parcheggiati nell’area dell’aeroporto, sono fatti gravissimi che non possono essere sottovalutati». Da qui la richiesta di una reazione immediata e della convocazione urgente di un tavolo straordinario sulla sicurezza.
Sulla stessa linea si muove Fratelli d’Italia, che parla apertamente di una situazione non più tollerabile. Il partito sostiene che la città non possa continuare a convivere con una lunga sequenza di incendi e intimidazioni. In una nota, il coordinamento cittadino afferma: «Non è accettabile andare avanti così. Ogni mattina leggiamo il bollettino degli incendi e delle intimidazioni. È il momento di dire basta». Il messaggio politico è netto: la solidarietà alle vittime non basta più, servono risultati sul piano investigativo e misure di prevenzione più efficaci.
Il sindaco Raimondo Cacciotto ha scelto un doppio binario: vicinanza agli imprenditori colpiti e collaborazione istituzionale con Prefettura e forze dell’ordine. Dopo l’ultimo incendio, il primo cittadino ha contattato il titolare dell’attività danneggiata e ha ribadito la volontà del Comune di affrontare la situazione senza sottovalutarla. Cacciotto spiega: «In seguito al grave incendio della scorsa notte ho avuto modo di sentire telefonicamente Stefano Ledda, titolare dell’attività colpita, per esprimergli la vicinanza dell’Amministrazione comunale e manifestargli la massima determinazione istituzionale nell’affrontare questa situazione insieme alla Prefettura e alle forze dell’ordine».
Il sindaco ricorda anche che nei mesi scorsi era già stata avanzata al Governo la richiesta di un rafforzamento degli organici e delle dotazioni a disposizione delle forze dell’ordine. Allo stesso tempo invita a evitare letture affrettate, spiegando che gli episodi finora emersi sembrano riguardare contesti differenti e che proprio questa frammentazione rende più complesso il lavoro investigativo. In questo quadro, resta confermato il prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 3 giugno, al quale parteciperà anche il Procuratore della Repubblica.
A chiedere più uomini e più strumenti è anche Christian Mulas, presidente della V commissione consiliare, che lega il tema della sicurezza alla tenuta complessiva della città. Mulas avverte che Alghero, realtà a forte vocazione turistica, non può permettersi di essere associata a episodi intimidatori e criminali. La sua posizione è riassunta in una frase chiara: «È necessario reagire con forza, unità e determinazione». Secondo Mulas servono rinforzi negli organici, mezzi adeguati per le indagini, videosorveglianza e un coordinamento ancora più stretto tra tutti gli apparati impegnati nel controllo del territorio.
Più duro il tono di Mauro Pili, che inserisce i fatti delle ultime ore in un quadro ancora più allarmante. Pili parla apertamente di «nuova notte di mafia ad Alghero» e sostiene che non si possa più archiviare quanto accade come una semplice successione di episodi isolati. La sua richiesta è quella di una risposta immediata dello Stato, con controlli patrimoniali, presidio investigativo permanente e monitoraggio delle attività economiche sospette.
Al netto delle diverse letture politiche, il punto condiviso resta uno: la città non vuole assuefarsi alla paura. Gli incendi e le intimidazioni non colpiscono solo i diretti interessati, ma incidono sul senso di sicurezza collettivo, sull’economia locale e sull’immagine di Alghero. Per questo il territorio chiede ora una risposta visibile, rapida e concreta, capace di riportare fiducia in una fase che resta delicata.

Alle forze dell’ordine va oggi un pensiero di profonda riconoscenza e di pienissimo sostegno. In un momento in cui la comunità avverte paura e inquietudine, è giusto ribadire con forza la fiducia totale nel lavoro di donne e uomini in divisa che, ogni giorno, spesso lontano dai riflettori e tra enormi difficoltà, operano con sacrificio, senso del dovere e coraggio per difendere il territorio e proteggere i cittadini. Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Locale e tutti coloro che sono impegnati sul fronte della sicurezza meritano rispetto, gratitudine e vicinanza concreta, perché il loro impegno quotidiano rappresenta un presidio fondamentale di legalità e speranza. A loro va il nostro grazie più sincero , con la consapevolezza che, nei limiti del possibile, continuano ogni giorno a esserci, a vigilare e a mettere a rischio se stessi per la sicurezza di tutti noi. Noi stiamo senza e senza ma con le forze dell’ordine!!