Dopo l’appello di Alberto Bamonti, della lista Riformiamo Alghero, il tema dell’emergenza abitativa torna al centro del dibattito pubblico. Sui social la discussione si è accesa subito: da una parte chi chiede più case e più controlli sugli affitti turistici, dall’altra i proprietari che chiedono garanzie prima di rimettere gli immobili sul mercato annuale.
Il problema: case poche o proprietari senza tutele?
Ad Alghero il tema della casa continua a far discutere. L’appello lanciato da Alberto Bamonti, della lista Riformiamo Alghero, ha riaperto un confronto molto sentito: trovare un’abitazione in affitto a lungo termine è sempre più difficile, soprattutto per famiglie, lavoratori e residenti.
La questione, però, non viene letta da tutti allo stesso modo. C’è chi sostiene che il problema sia la mancanza di immobili disponibili, chi punta il dito sugli affitti brevi e sulle case vacanza, e chi invece ricorda che molti proprietari non affittano più per paura di non essere tutelati.
La voce dei social: “Affittare tutto l’anno non conviene più”
Nei commenti pubblicati sui social emerge con forza una preoccupazione ricorrente: il timore, da parte dei proprietari, di ritrovarsi con inquilini morosi, spese legali e immobili danneggiati.
Un commento riassume bene il clima:
“Come riconsegnano le case non conviene affittare per anni.”
Un altro utente aggiunge:
“E poi trovi quelli che non pagano.”
Il tema della tutela dei proprietari torna più volte. C’è chi osserva che, in caso di problemi, i tempi per rientrare in possesso dell’immobile possono diventare lunghi e costosi:
“Perché ti distruggono la casa, non pagano e se hanno figli non li puoi neanche mandare via. Tutto qui.”
E ancora:
“Il motivo per cui è diventata una paura affittare tutto l’anno è che non ti pagano l’affitto, devi prendere un avvocato e magari ti distruggono la casa. I proprietari non sono tutelati.”
“Non si può scaricare tutto sui privati”
Una parte dei commenti critica l’idea che siano i proprietari privati a dover risolvere un problema pubblico. Secondo molti, chi ha acquistato una casa e paga le tasse deve essere libero di decidere come utilizzarla.
Tra le frasi più nette:
“Se ho comprato una casa e pago le tasse, la uso come meglio credo.”
C’è anche chi chiede al Comune di intervenire direttamente, senza pretendere che siano i cittadini a farsi carico dell’emergenza:
“Create case popolari invece di avere pretese sulle case altrui.”
Altri invitano l’amministrazione a investire in alloggi pubblici:
“Il Comune prenda i soldi e li investa in palazzi da adibire ad alloggi da affittare e alloggi popolari.”
Affitti brevi, turismo e controlli: l’altro fronte della discussione
Nel dibattito entra anche il tema degli affitti turistici. In una città come Alghero, dove il mercato estivo ha un peso importante, molti ritengono che affittare per brevi periodi sia più conveniente e meno rischioso rispetto a un contratto annuale.
Un commento lo dice chiaramente:
“Basta levare i voli e inizia la fame degli appartamenti in nero estivi, e allora vediamo cosa se ne fanno i ricchi delle seconde e terze case.”
Altri chiedono invece più regole:
“Basta permessi per B&B e case vacanze, più controlli, magari più incentivi per i proprietari. Forse qualcosa si smuove.”
Non manca poi chi collega il problema casa anche al lavoro:
“Se chi lavora non trova casa, gli imprenditori non trovano chi lavora.”
Colledanchise rilancia: “Servono strumenti concreti”
In questo quadro interviene Marco Colledanchise, consigliere comunale di Orizzonte Comune, che rilancia una proposta già sostenuta durante la campagna elettorale: un fondo di garanzia comunale per gli affitti.
Secondo Colledanchise, il dibattito deve uscire dalla contrapposizione tra proprietari e famiglie in cerca di casa. Il problema, sostiene, va affrontato distinguendo due situazioni diverse.
Da una parte ci sono le persone che non hanno un reddito sufficiente per sostenere un affitto: per loro serve rafforzare l’edilizia pubblica e sociale. Dall’altra ci sono famiglie o lavoratori che un canone potrebbero pagarlo, ma non trovano casa perché i proprietari non si fidano più del mercato degli affitti lunghi.
È proprio su questo secondo punto che il consigliere propone di intervenire.
Come funzionerebbe il fondo comunale
L’idea è semplice: il Comune accantona una somma da usare come garanzia per i proprietari che decidono di affittare a lungo termine. Le risorse non verrebbero spese automaticamente, ma utilizzate solo nei casi in cui l’inquilino non paghi.
In questo modo, secondo Colledanchise, si potrebbe creare una tutela concreta per chi mette a disposizione un immobile, senza scaricare sul privato il peso dell’emergenza abitativa.
Il consigliere parla di uno stanziamento di circa 400 mila euro all’anno, con la possibilità di garantire circa 55 abitazioni e quindi dare una risposta ad altrettante famiglie. Anche ipotizzando un tasso di morosità alto, intorno al 10%, la spesa reale per il Comune sarebbe molto più bassa rispetto alla somma accantonata.
La sfida politica: trovare un equilibrio
Il tema è delicato perché tocca due diritti e due esigenze diverse: da un lato il diritto alla casa, dall’altro il diritto del proprietario a vedere tutelato il proprio bene.
La proposta di Colledanchise punta a costruire un ponte tra queste due posizioni. Non un obbligo per i proprietari, ma un incentivo basato sulla sicurezza. Non una risposta definitiva a tutta l’emergenza abitativa, ma uno strumento per rimettere in movimento almeno una parte del mercato degli affitti annuali.
Nei prossimi giorni il consigliere dovrebbe confrontarsi con il sindaco Raimondo Cacciotto e con gli uffici comunali per capire come rendere operativo il fondo e con quali regole.
La domanda aperta
Resta però un punto decisivo, che molti cittadini potrebbero porsi davanti a una misura di questo tipo:
se il Comune comincia a pagare il proprietario che ha dato in affitto la sua casa, poi il Comune stesso richiede quei soldi indietro a chi l’affitto non l’ha pagato?