La piscina scoperta di Maria Pia dovrebbe tornare operativa entro la prima settimana di maggio, ma in Consiglio comunale esplode il caso dei 110mila euro non finanziati. Sullo sfondo resta la lunga storia della piscina coperta, un’opera partita nel 2017 e ancora oggi simbolo dei cantieri infiniti di Alghero.
L’amministrazione comunale punta a riaprire la piscina pubblica di Maria Pia entro la prima settimana di maggio. L’obiettivo è restituire alla città un impianto atteso da sportivi, società e famiglie, ma anche offrire uno spazio utile agli atleti che arriveranno ad Alghero per l’Ironman.
Prima della riapertura, la struttura è stata sottoposta a un intervento di pulizia profonda, disinfestazione e sanificazione. Gli spazi interni, secondo quanto emerso in aula, erano diventati impraticabili perché «stracolmi di guano». L’amministrazione ha inoltre attivato un accordo con un’associazione per la custodia invernale e ha previsto verifiche tecniche sugli impianti, che dalle prime valutazioni sembrerebbero in condizioni ragionevolmente efficienti.
Il punto critico, però, resta quello economico. Gli uffici comunali avevano chiesto 110mila euro per garantire «l’indispensabile attivazione del servizio della piscina» dal primo maggio, ma la richiesta è stata classificata dalla Giunta come «non procedibile» e non è entrata nella variazione di bilancio approvata dal Consiglio. Da qui la domanda dell’opposizione: come può l’impianto essere davvero pronto in pochi giorni senza le risorse chieste dagli stessi uffici?
La vicenda della piscina di Maria Pia non nasce oggi. La vasca scoperta è stata per anni uno dei punti di riferimento dello sport algherese, ma il progetto di dotare la città di una piscina coperta moderna ha aperto una stagione lunga e tormentata.
Il passaggio decisivo arriva nel 2017. L’appalto per l’ampliamento dell’impianto natatorio comunale e la realizzazione della piscina coperta viene aggiudicato il 5 settembre. I lavori vengono consegnati il 13 novembre dello stesso anno e la conclusione viene fissata per il 29 novembre 2018.
La scadenza, però, salta. Nel 2019, durante un sopralluogo delle commissioni consiliari, l’opera sembra vicina al traguardo: la nuova struttura affianca la piscina esistente, sotto una copertura in legno lamellare, con una vasca da 25 metri per 16 e una tribuna da 200 posti. In quella fase si parla ancora di completamento vicino, tanto che viene annunciato: «Ancora alcuni mesi e l’opera potrà esser consegnata».
Nel 2020 arriva invece lo strappo. Dopo proroghe, contestazioni, sospensioni e mancati adempimenti, il Comune decide di risolvere il contratto d’appalto per grave inadempimento. All’epoca mancano ancora lavori importanti: pavimentazioni, finiture e spazi esterni.
Nel 2022 si tenta di sbloccare la situazione con una transazione stragiudiziale. La piscina coperta risulta completata per circa il 90%, ma restano ancora da ultimare pavimenti, aree esterne, finiture e impianti di filtraggio e riscaldamento dell’acqua. Nello stesso periodo si lavora anche alla piscina scoperta, con interventi di ristrutturazione e adeguamento.
Nel 2023 il caso torna in primo piano. La piscina coperta viene descritta come ferma da anni e il cantiere ancora abbandonato, mentre l’amministrazione replica annunciando attenzione sugli impianti e nuovi passaggi progettuali. La piscina scoperta, invece, viene indicata come struttura da riaprire dopo interventi di manutenzione e messa in sicurezza.
La parte coperta resta il vero simbolo dell’incompiuta. Nel dibattito politico tornano le accuse sui ritardi, sulle risorse già previste e sui lavori necessari per rendere almeno fruibile la struttura.
La maggioranza parla di un cantiere nato male, con una progettazione parziale, costi di gestione non chiariti e un modello economico ancora da definire. L’assessore Enrico Daga ha definito la vicenda «una grana seria, complessa», sottolineando la necessità di valutare anche il coinvolgimento dei privati.
L’opposizione ribatte accusando la Giunta di non avere una reale volontà di completare l’opera. Secondo i critici, prima di ragionare su nuovi modelli di gestione bisognerebbe ultimare gli interventi essenziali: pavimentazione delle vasche, collegamento con gli spogliatoi, collaudo degli impianti e potenziamento energetico.
Il risultato è un paradosso tutto algherese: la città prova a rimettere in funzione la piscina scoperta per rispondere all’urgenza della stagione sportiva e degli eventi internazionali, mentre accanto resta il peso della piscina coperta mai davvero consegnata alla comunità.
La riapertura annunciata entro maggio può rappresentare un segnale positivo, ma il caso dei 110mila euro apre un interrogativo concreto. Dopo anni di lavori annunciati, cantieri sospesi, contratti risolti, contenziosi e nuove promesse, Alghero non chiede più solo una data: chiede certezze, risorse chiare e una gestione capace di evitare che l’impianto torni, ancora una volta, nel limbo delle opere quasi pronte.