Il valore storico e simbolico di Fertilia mette tutti d’accordo, ma divide la strada da seguire. In Consiglio comunale il dibattito si è acceso attorno alla proposta di candidatura come Capitale italiana ed europea della cultura e della pace.
Da una parte c’è chi chiede di puntare in modo esclusivo sulla borgata, dall’altra chi preferisce costruire un progetto più ampio che coinvolga tutta Alghero. Per ora la decisione è stata rinviata.
Il nodo politico
Il Consiglio comunale di Alghero ha discusso la proposta di candidare Fertilia al titolo di “Capitale italiana ed europea della cultura e della pace”, portata in aula dal consigliere Pais. Il tema ha subito acceso il confronto, non sul valore della borgata, riconosciuto da tutti, ma sull’impostazione da dare al progetto.
La forza della storia di Fertilia
Al centro della proposta c’è la vicenda storica di Fertilia, che dal 1947 accolse oltre 600 esuli giuliano-dalmati costretti a lasciare le loro terre. Una pagina che ha trasformato la borgata in un luogo carico di significato, legato ai temi dell’accoglienza, della memoria e della convivenza.
Identità e patrimonio urbano
Nel dibattito è stato richiamato anche il profilo urbanistico di Fertilia, considerata un esempio riconoscibile di architettura razionalista. Un elemento che rafforza il suo peso identitario e culturale, insieme al sostegno già espresso a livello nazionale dal ministro Marina Calderone.
La proposta della maggioranza
Il sindaco Raimondo Cacciotto e la maggioranza hanno però indicato una linea diversa: candidare Alghero nel suo insieme, inserendo Fertilia come elemento centrale del dossier. Secondo questa impostazione, una cornice più ampia darebbe maggiore forza alla proposta, valorizzando la borgata senza isolarla.
Il richiamo a un progetto più solido
Durante la discussione è emersa la convinzione che una candidatura di questo livello abbia bisogno di una rete più larga, capace di coinvolgere istituzioni, realtà culturali e territorio. In quest’ottica è stata ricordata anche l’esperienza del 2018, quando Alghero entrò tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura.
Pais respinge la mediazione
Pais ha però rifiutato modifiche al testo originario, ribadendo la necessità di mantenere su Fertilia un focus preciso e autonomo. Per il proponente, allargare il perimetro alla città rischierebbe di ridurre la centralità della borgata e della sua storia.
Colledanchise: visione comune per la città
Sulla linea del sindaco è intervenuto anche Marco Colledanchise, presidente della Commissione Cultura e consigliere di Orizzonte Comune. “Alghero possiede tutte le caratteristiche per ambire a questo riconoscimento: una storia che affonda le sue radici in epoche antiche, un patrimonio culturale, linguistico e identitario unico, e una consolidata capacità di produrre cultura e accoglienza”, ha dichiarato.
Colledanchise ha poi ribadito il valore di Fertilia all’interno di un progetto più ampio: “Rappresenta una risorsa fondamentale, parte integrante della città, con una storia e un valore che contribuiscono a rafforzare l’identità complessiva di Alghero”.
Il rinvio
Non essendo stata trovata una sintesi, il punto è stato rinviato alla prossima seduta. Sarà ora la conferenza dei capigruppo a lavorare su una possibile mediazione.
Nel frattempo Colledanchise ha annunciato l’avvio di commissioni dedicate con istituzioni, forze politiche, operatori culturali e associazioni. “Una candidatura credibile non può nascere da iniziative isolate, ma deve essere il risultato di un lavoro strutturato e partecipato”, ha affermato, aggiungendo che “serve metodo, collaborazione e una visione chiara”.
Una sfida ancora aperta
La partita resta aperta. Il confronto dei prossimi giorni servirà a capire se la candidatura dovrà avere come perno esclusivo Fertilia oppure se sarà Alghero, nel suo complesso, a presentarsi con un progetto condiviso. In ogni caso, la discussione ha già rimesso al centro il tema della cultura come leva per il futuro della città.