Il futuro dell’Ospedale Marino torna a far discutere in Consiglio comunale. Tra timori per l’ortopedia, problemi organizzativi e rassicurazioni arrivate dopo l’incontro con la Asl, il tema resta apertissimo e molto sentito in città.
In Aula è emersa con forza la preoccupazione per un possibile spostamento dell’ortopedia dal Marino all’ospedale civile. Un’ipotesi che ha riacceso l’allarme tra i consiglieri, soprattutto perché il reparto viene considerato uno dei punti più importanti della struttura.
Il timore è che il Marino venga indebolito poco alla volta, proprio dopo anni di investimenti e battaglie per difenderne il ruolo. Per questo è stato chiesto al sindaco e all’amministrazione di vigilare e di coinvolgere il territorio in ogni scelta.
Oltre alle preoccupazioni politiche, sono stati segnalati anche problemi molto pratici. In passato, è stato ricordato, alcuni pazienti venivano trasferiti dal Marino al civile per essere operati e poi riportati indietro, con tutti i disagi del caso, soprattutto per chi aveva subito traumi.
A pesare sarebbe anche la disponibilità limitata delle sale operatorie. La convivenza tra più specialità nello stesso spazio, è stato sottolineato, rischia di rallentare l’attività e di ridurre il numero degli interventi.
Durante il dibattito è stata rilanciata anche la proposta di dedicare uno spazio del Marino al dottor Gianni Lubrano, storico primario di ortopedia e traumatologia.
Un gesto simbolico, ma anche un messaggio chiaro. In Aula è stato ricordato come “il dottor Gianni Lubrano […] è il simbolo della resistenza contro chi voleva distruggere quella struttura”.
Nel confronto si è parlato anche delle altre difficoltà che riguardano la sanità del territorio. Sono state richiamate le carenze di personale in diversi reparti, dall’ostetricia al pronto soccorso, tra mancanza di ostetriche, infermieri, Oss e medici.
Tra gli aspetti positivi, invece, è stata segnalata la riapertura del passaggio verso la pediatria, chiuso da tempo. È tornato anche il tema del supporto per mamme e neonati, considerato particolarmente importante per una città turistica come Alghero.
Nel dibattito si è parlato pure di viabilità e parcheggi nelle aree ospedaliere, un problema che con l’estate rischia di farsi ancora più pesante.
L’assessore ha annunciato interventi sulla segnaletica nelle aree di competenza comunale dell’ospedale civile, con l’obiettivo di migliorare sicurezza e accessibilità in tempi brevi.
A frenare almeno in parte l’allarme sono state le parole riferite dopo l’incontro del 6 maggio con il direttore generale della Asl, dottor Spanu.
Secondo quanto riportato in Consiglio, non sarebbe stato annunciato alcuno spostamento dell’ortopedia dal Marino. Il ragionamento, piuttosto, sarebbe aperto sul futuro della struttura e sul suo ruolo dentro la rete sanitaria del territorio. Anche il sindaco ha detto di non avere elementi che facciano pensare, al momento, a un trasferimento del reparto.
Il clima, però, resta di forte attenzione. Da una parte ci sono le rassicurazioni istituzionali, dall’altra i timori di chi vede nel Marino una struttura da difendere pezzo per pezzo.
Di certo c’è che il tema continua a toccare da vicino la città. E proprio per questo, sul futuro dell’ospedale, Alghero chiede chiarezza e risposte concrete.
2007 — Marino e Civile dentro lo stesso presidio
Il piano regionale dei servizi sanitari colloca Alghero come presidio ospedaliero di rete, sede di DEA di primo livello, articolato nelle due sedi del Civile e del Marino. Nello stesso piano viene anche prevista la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera nella città di Alghero.
2013 — La riabilitazione resta un pezzo identitario
Nel 2013 l’unità di recupero e riabilitazione del Marino viene intitolata a Pasqualino Cotza, ricordato come pioniere della riabilitazione in Sardegna. È un passaggio simbolico, ma utile per capire che il Marino non era solo ortopedia: aveva anche una vocazione forte sulla riabilitazione.
2017 — La rete ospedaliera regionale conferma il ruolo dell’area Alghero-Ozieri
Con la ridefinizione della rete ospedaliera regionale, per il presidio Alghero-Ozieri vengono richiamate tra le discipline e i servizi già esistenti anche ortopedia, riabilitazione e radiologia, insieme ad altre funzioni strategiche. In sostanza, il Marino resta dentro un disegno di area vasta, non come presidio isolato.
2020 — La svolta: passaggio all’AOU di Sassari
La legge regionale n. 24 dell’11 settembre 2020 dispone il trasferimento del Marino “Regina Margherita” all’Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari. La ragione indicata dalla legge è rafforzare le attività integrate in ortopedia, traumatologia e riabilitazione e favorire un polo di sviluppo regionale per le tecnologie chirurgiche ortopediche innovative, compresa la robotica.
2022 — Il passaggio entra nella fase operativa
Nei documenti di programmazione dell’AOU Sassari si legge che dall’aprile 2022 il presidio Marino è stato incorporato dall’azienda universitaria. Nello stesso periodo l’AOU comunica investimenti per il rilancio della struttura e del blocco operatorio, mentre sul fronte dei servizi quotidiani emerge anche una fase critica: nell’ottobre 2022 la farmacia territoriale del Marino viene indicata con apertura limitata al solo giovedì, prima di un ampliamento degli orari nel gennaio 2023.
2024 — Lavori, fondi e ripartenza della chirurgia ortopedica
Nel febbraio 2024 la Regione autorizza 1 milione di euro per lavori di adeguamento edilizio e impiantistico degli ambulatori e per il nuovo corpo scale e ascensori del Marino. Nello stesso inverno l’AOU annuncia la ripresa dell’attività chirurgica di ortopedia dal 4 marzo, dopo la ristrutturazione di una sala operatoria con standard impiantistici Iso 5.
2025 — Nuovo cambio di rotta: ritorno alla ASL
Con la legge regionale n. 8 dell’11 marzo 2025 la Regione cambia impostazione: il plesso del Marino viene trasferito dall’AOU di Sassari alla ASL n. 1 di Sassari con decorrenza 1° gennaio 2026. La motivazione ufficiale è garantire i requisiti del DEA di primo livello di Alghero-Ozieri e una governance unitaria dell’assistenza ospedaliera, sanitaria e socio-sanitaria nel distretto di Alghero. Nell’ottobre 2025 viene poi istituito un gruppo di lavoro tecnico per accompagnare il passaggio.
2026 — Il trasferimento diventa effettivo e il Marino resta operativo
I documenti di bilancio della ASL 1 Sassari confermano che il passaggio del Marino all’ASL decorre dal 1° gennaio 2026. A marzo 2026 la ASL comunica inoltre che nelle sale operatorie del Marino continuano a essere garantite le attività di ortopedia e traumatologia, traumatologia dello sport e, dal 24 marzo, anche oculistica, nel quadro dei lavori in corso sul Civile. Questo dice una cosa semplice: il dibattito sulla “missione” futura non è chiuso, ma il presidio continua a essere usato e riorganizzato.
negli ultimi vent’anni il Marino è passato da presidio integrato col Civile, a struttura rilanciata sulla filiera ortopedia-riabilitazione, poi trasferita all’AOU per farne anche un polo universitario e tecnologico, e infine riportata sotto la ASL 1 con l’idea di ricucire la governance sanitaria del territorio.
