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Politica e Istituzioni

Treno a idrogeno, commissioni a ripetizione: quando la politica confonde il controllo con il teatrino

Christian Mulas chiede un nuovo sopralluogo e una commissione congiunta sul progetto Alghero-Aeroporto. Ma esiste già una commissione speciale: davvero servono altri tavoli o si moltiplicano riunioni per un motivo politico?

Ad Alghero il treno a idrogeno continua a far discutere. Ma questa volta il punto non è solo l’opera da 237,7 milioni di euro, né il collegamento ferroviario tra il centro città e l’aeroporto di Fertilia. Il tema, oggi, è un altro: il modo in cui la politica gestisce il controllo pubblico.

Christian Mulas, presidente della Commissione Ambiente, chiede un sopralluogo nei cantieri e la convocazione di una commissione congiunta tra Ambiente, Urbanistica e Attività Produttive. L’obiettivo dichiarato è conoscere lo stato dei lavori, il cronoprogramma e le prossime fasi dell’intervento.

Tutto legittimo, certo. Ma la domanda morale è inevitabile: quante commissioni servono per ottenere informazioni che possono essere richieste per iscritto ad ARST e agli uffici competenti?

Il punto diventa ancora più delicato perché una commissione speciale sul treno a idrogeno esiste già. È stata istituita proprio per valutare il progetto, ascoltare le parti, analizzare le ricadute sul territorio e riferire al Consiglio comunale. Allora perché sovrapporre un’altra commissione a quella già incaricata?

Il rischio è che il controllo politico si trasformi in passerella istituzionale. Riunioni, sopralluoghi, convocazioni, verbali, personale impegnato e tempo pubblico speso. Tutto per arrivare forse alle stesse informazioni che potrebbero essere ottenute attraverso i canali ordinari.

Qui non si discute il diritto dei consiglieri a informarsi. Si discute la facilità con cui si invocano nuove commissioni, come se ogni questione dovesse produrre un altro tavolo, un’altra seduta, un’altra occasione di visibilità.

Perché se l’obiettivo è davvero fare chiarezza, gli strumenti ci sono già. Se invece l’obiettivo è intestarsi politicamente un passaggio, allora il discorso cambia. E cambia molto.

Nel frattempo i cittadini attendono risposte vere: sugli espropri, sull’impatto nell’agro, su Mamuntanas, Tanca Farrà, Sa Segada, sui tempi dell’opera e sulle garanzie per il territorio.

La politica dovrebbe dare l’esempio: meno moltiplicazione di commissioni, più documenti pubblici, più trasparenza, più responsabilità.

Perché ad Alghero non serve l’ennesima riunione per dire che si sta controllando. Serve sapere chi controlla davvero, con quali risultati e a beneficio di chi.

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