Alghero si prepara a ospitare l’Ironman 70.3, in programma domenica 7 giugno 2026, uno degli eventi sportivi più importanti dell’anno per la Riviera del Corallo. Il Comune parla di circa 3.000 atleti provenienti da 91 Paesi e di una presenza complessiva stimata in oltre 12.000 persone tra partecipanti, familiari e accompagnatori. Numeri importanti, che danno prestigio alla città e che possono rappresentare una grande vetrina internazionale. Ma proprio per questo richiedono un livello di informazione pubblica all’altezza dell’impatto che la manifestazione avrà sulla vita quotidiana di residenti, commercianti, turisti, strutture ricettive e automobilisti.
Il Comune di Alghero ha pubblicato una pagina dedicata all’evento, con il volantino informativo sulle chiusure, il percorso di gara e l’ordinanza dirigenziale di chiusura strade. Ha inoltre indicato un numero telefonico e WhatsApp, +39 380 5882612, attivo dal 1° al 7 giugno per informazioni sull’evento e sulla viabilità. Il dato positivo, quindi, c’è: gli atti principali sono stati messi online e un canale di contatto è stato previsto.
Ma il punto politico e amministrativo è un altro: questa comunicazione è davvero sufficiente per una città che verrà modificata, chiusa e attraversata da divieti per un’intera giornata? La risposta, guardando gli atti, è prudente ma chiara: no, non completamente.
L’ordinanza dirigenziale n. 292 del 18 maggio 2026 definisce la manifestazione, in ambito urbano, un elemento “altamente impattante per la viabilità cittadina” e non compatibile con la normale circolazione. Non siamo quindi davanti a una semplice modifica temporanea del traffico, ma a una trasformazione profonda dell’accessibilità urbana, con divieti di transito, divieti di sosta, percorsi interdetti, varchi, attraversamenti controllati e limitazioni che interessano il centro, il lungomare, la zona del Lido, il porto, il centro storico e le principali direttrici di collegamento.
Il volantino pubblicato dal Comune è utile come primo strumento informativo. Contiene alcune FAQ, indica che spiagge e centro storico saranno raggiungibili esclusivamente a piedi, spiega che il percorso di gara potrà essere attraversato a piedi seguendo le indicazioni del personale di vigilanza, dà alcune indicazioni generiche per aeroporto, Fertilia, Porto Torres, Sassari, Bosa e Villanova, e invita strutture ricettive, ospiti e residenti a organizzare per tempo gli spostamenti.
La seconda pagina contiene una mappa generale delle chiusure, con il percorso bike in rosso, il percorso run in blu, alcuni orari indicativi di riapertura dei varchi e l’avviso che è assolutamente vietato attraversare il percorso di gara con qualsiasi mezzo. Il volantino indica inoltre il divieto di sosta e transito sul percorso bici dalle 7:00 sino a fine gara e sul percorso corsa dalle 8:00 alle 17:30.
Tutto questo, però, non basta per considerare l’informazione esaustiva. La mappa è sintetica, ma non sostituisce una comunicazione strada per strada. L’ordinanza contiene un elenco molto più articolato di vie, tratti, orari e limitazioni: Via Garibaldi, Via Lido, Viale Primo Maggio, ex SS127 bis, Scalo Tarantiello, Via Sassari, Via Venti Settembre, Piazza Sulis, Bastioni Cristoforo Colombo, Lungomare Dante, Lungomare Valencia e numerosi altri punti della viabilità cittadina. Sono informazioni decisive, ma difficili da ricostruire per il cittadino medio attraverso una semplice mappa o un’ordinanza tecnica.
Il secondo limite riguarda gli orari. Il volantino concentra l’attenzione soprattutto sulla giornata del 7 giugno, ma l’ordinanza prevede limitazioni e occupazioni già dai giorni precedenti: Piazzale della Pace dal 27 maggio, Via Garibaldi dal 29 maggio per alcune aree di allestimento, Banchina Millelire dal 1° giugno, pista ciclabile dal 3 giugno, divieti di sosta dal 6 giugno e altre prescrizioni collegate all’allestimento e allo svolgimento della manifestazione.
Il terzo punto critico è quello dei varchi e degli attraversamenti. L’ordinanza stabilisce che lungo i percorsi di gara l’attraversamento pedonale sarà consentito esclusivamente in “punti mirati”, individuati dall’organizzazione e presidiati da Polizia Locale, altri organi di polizia stradale o personale dell’organizzazione. Ma nel volantino questi punti non vengono spiegati con sufficiente precisione: non c’è un elenco chiaro dei varchi pedonali, non c’è una distinzione immediata tra varchi veicolari, varchi pedonali, punti di emergenza e punti di riapertura progressiva.
Ed è proprio qui che la comunicazione pubblica appare parziale. Perché il cittadino non ha bisogno soltanto di sapere dove passano gli atleti. Ha bisogno di sapere da dove potrà passare lui. Da dove potrà uscire un residente. Da dove potrà rientrare chi lavora. Da dove potrà muoversi una persona anziana. Come potrà regolarsi un’attività commerciale. Cosa dovrà fare una struttura ricettiva con ospiti in arrivo o in partenza. Dove potrà passare un taxi. Come saranno gestite le esigenze urgenti.
Non basta dire “seguire le indicazioni del personale”. In un evento di questa portata serviva una mappa pensata non solo per raccontare la gara, ma per accompagnare la città dentro la giornata della gara.
C’è poi il tema del Piano di Safety e Security. L’ordinanza lo cita espressamente, stabilendo che la manifestazione dovrà svolgersi nel rispetto delle misure previste dal piano presentato dall’organizzatore e valutato dal servizio competente. Dunque il piano esiste, è stato presentato ed è stato valutato. Tuttavia, tra gli allegati pubblici disponibili sulla pagina del Comune risultano il volantino, il percorso di gara e l’ordinanza, non una sintesi pubblica del piano di sicurezza destinata ai cittadini.
Nessuno pretende che vengano pubblicati dettagli sensibili relativi all’ordine pubblico, ai presidi operativi o alle procedure interne di security. Ma sarebbe stato opportuno rendere disponibili almeno gli elementi essenziali per la popolazione: vie di fuga, punti di assistenza, comportamento in caso di emergenza, accesso dei mezzi di soccorso, gestione delle persone fragili, procedure per residenti, disabili, assistenza domiciliare, attività commerciali e strutture ricettive.
Il capitolo più debole resta però quello del numero WhatsApp. Il Comune indica il numero +39 380 5882612, attivo dal 1° al 7 giugno, ma negli orari 10:00-13:00 e 15:30-18:30. Il problema è evidente: nella giornata più critica, le chiusure iniziano già dalle 7:00 per il percorso bici e dalle 8:00 per il percorso corsa. Questo significa che nelle prime ore decisive, quando i cittadini potrebbero avere maggiore bisogno di chiarimenti immediati, il canale informativo ufficiale non risulta operativo.
È una contraddizione difficile da ignorare. Se una città viene chiusa dalle sette del mattino, l’assistenza informativa non può aprire alle dieci. Un numero WhatsApp a orari d’ufficio può andare bene per un procedimento amministrativo, non per un grande evento urbano che modifica accessi, strade, spostamenti, parcheggi, consegne, arrivi, partenze e possibili urgenze.
Le emergenze, semplicemente, non hanno orario d’ufficio. Naturalmente, per le emergenze sanitarie o di pubblica sicurezza restano validi i numeri istituzionali di soccorso. Ma accanto a questi serviva un presidio informativo operativo, almeno nella giornata della gara, fin dalle prime ore del mattino e per tutta la durata delle chiusure. Un cittadino che si trova bloccato, un turista che deve raggiungere l’aeroporto, un commerciante che deve ricevere merce, una famiglia con un anziano da accompagnare, non possono attendere l’apertura del canale WhatsApp alle dieci.
Le soluzioni erano e sono semplici. Il Comune avrebbe potuto pubblicare una tabella chiara con tutte le strade chiuse, gli orari di divieto di sosta, gli orari di divieto di transito e le riaperture stimate. Avrebbe potuto predisporre una mappa separata per residenti e attività commerciali, con varchi numerati e istruzioni zona per zona. Avrebbe potuto indicare parcheggi alternativi, percorsi consigliati, fermate bus sospese, fermate sostitutive e modalità di accesso per persone con disabilità, assistenza domiciliare, taxi, NCC e fornitori.
Sarebbe servita anche una sintesi pubblica del Piano di Safety e Security, depurata da eventuali informazioni riservate, ma utile a spiegare alla cittadinanza cosa fare in caso di necessità. Non un documento tecnico incomprensibile, ma una scheda chiara: numeri utili, varchi, presidi, emergenze, punti di assistenza, comportamenti consigliati.
Infine, il numero WhatsApp avrebbe dovuto funzionare con logica da evento, non da sportello. Almeno il 7 giugno avrebbe dovuto essere attivo dalle 6:30 fino alla fine delle chiusure, con risposte rapide, messaggi automatici aggiornati, link diretti alle mappe, elenco dei varchi e indicazioni differenziate per residenti, turisti, commercianti e strutture ricettive.
L’Ironman 70.3 è una grande opportunità per Alghero. Ma una grande opportunità non cancella il dovere di informare bene la città. La promozione turistica deve camminare insieme alla trasparenza amministrativa. L’organizzazione sportiva deve dialogare con la vita reale dei cittadini. E quando un evento cambia profondamente la mobilità urbana, il Comune non può limitarsi a pubblicare una mappa, un’ordinanza e un numero WhatsApp a fasce orarie.
La questione non è essere contro l’Ironman. La questione è pretendere che Alghero, mentre si apre al mondo, non lasci indietro chi la vive ogni giorno. Una città può accogliere un grande evento. Ma deve essere messa nelle condizioni di capirlo, attraversarlo, sopportarlo e viverlo in sicurezza.
Perché le gare hanno un programma. Le ordinanze hanno un orario. Ma le emergenze, i bisogni e i problemi dei cittadini non timbrano il cartellino.